«Quanto poteva essere e quanto è stato puntano a un intento, sempre presente»

Two (2018, 8′) – Vasilios Papaioannu.


Click here to read the english version of this article.


Prima dell’inizio ufficiale del Laterale Film Festival 2019 questa pseudo-rubrica tenterà di mettere in luce, attraverso articoli dedicati ai film scelti, quali sono gli elementi principali di questa selezione, i contatti reciproci e la natura affine delle opere nella consapevolezza della distanza geografico-culturale dei loro creatori. Si cercherà di tracciare un percorso (così come quello di Excursus Laterale, all’interno del quale andrà a confluire questa serie di articoli subito dopo la chiusura dell’edizione di quest’anno) tra queste opere al fine soprattutto di dare loro un rilievo prima e dopo l’esperienza della sala, una casa temporanea sia per gli artisti e le loro opere che per gli spettatori, naviganti e visitatori di questa città che da anni accoglie il cinema Laterale e i suoi figli dando loro un posto in cui fermarsi per qualche giorno.

Catalogo


Tempo presente e tempo passato
sono forse presenti nel tempo futuro,
il tempo futuro è contenuto nel tempo passato.
Se tutto il tempo è eternamente presente
tutto il tempo non è riscattabile.
Quanto poteva essere è un’astrazione
che rimane come perpetua possibilità
soltanto in un mondo d’indagini.
Quanto poteva essere e quanto è stato
puntano a un intento, sempre presente.
Eco di passi nella memoria
nei passaggi dove non c’incamminammo
verso la non spalancata porta
sul roseto. L’eco delle mie
parole, nei tuoi pensieri.
[…]
Tempo passato e tempo futuro
quanto poteva essere e quanto è stato
puntano a un intento, sempre presente […]

T.S. Eliot, Burnt Norton: I.

Ancora un viaggio, ancora un diario di bordo in questo Laterale Film Festival 2019. Atipico e intrigante come un complesso marchingegno di un chissà quale orologio, Two è una danza di due persone che parlano secondo linguaggi diversi i quali si intrecciano nello spazio cinematografico spingendolo verso le sue estreme possibilità. Non solo, il loro dialogo è prettamente cinematografico nella misura in cui i segnali che si mandano reciprocamente hanno piena realizzazione soltanto sulla pellicola, nella compresenza delle numerosi componenti audiovisive che il cinema può offrire.

Ecco dunque che le riprese e le fotografie di lui sono accompagnate da un commento fuori campo di lei in una composizione che non è strutturata secondo l’armonizzazione di una melodia (quindi secondo un rapporto gerarchico volto a restituire un suono più corposo e consonante); piuttosto Two è una composizione polifonico-contrappuntistica nella quale i singoli disegni melodici si risolvono pienamente nella loro sovrapposizione: allo stesso modo ciò che è tangibile dialoga con ciò che non è tangibile attraverso una sovrapposizione di immagini, suoni e parole (impresse sullo schermo).

Tempo e campane hanno sepolto il giorno,
una nube oscura porta lontano il sole.
Il girasole e la vitalba si piegheranno
verso di noi; viticci e ramoscelli
stringeranno, abbracceranno?
Ci avvolgono
fredde dita
di tasso? Dopo che l’ala del martin pescatore
ha risposto con luce alla luce, e tace, è ancora
nel punto fermo del mondo che svolta.

T.S. Eliot, Burnt Norton: IV.

Si era scritto riguardo Hapax Legomena I: Nostalgia (1971, 36′) del regista Hollis Frampton di uno scarto tra il visibile e l’udibile in relazione ad una contemporaneità di presente, passato e futuro; Two agisce su una simile direttiva in maniera più sregolata, mescolando più volte i piani visivi e temporali, filmici e profilmici nonché linguistici («fin quasi alla sinestesia»1 si può leggere sulla pagina della Selezione Laterale 2019): l’opera di Papaioannu non si snoda in una precisa dimensione o direzione temporale ma tende verso la ricerca di un «tempo presente e tempo passato» che «sono forse presenti nel tempo futuro»2.

Le parole si muovono, la musica si muove
soltanto nel tempo; ma quanto soltanto vive
può soltanto morire. Le parole, dopo il dialogo, giungono
al silenzio. Soltanto con la forma, con un modello,
le parole o la musica possono giungere
alla quiete, come un vaso cinese
si muove perennemente nella sua quiete.
Non la quiete del violino, finché la nota resiste,
non soltanto quella, ma la coesione,
o diciamo che la fine precede il principio,
e la fine col principio erano sempre lì
prima il principio e dopo la fine. […]

T.S. Eliot, Burnt Norton: V.

Una conversazione tra due viaggiatori e tra elementi cinematografici compone questo film che ha in sé la natura di un brano musicale suonato da strumenti e suoni ambientali, oggetti di vario tipo e quanto di più vario possa trovare un musicista a servizio della sua musica. La voce di lei è addirittura sosituita, in alcuni momenti, dalle scritte su schermo, descrittive o addirittura premonitrici, parte integrante dell’immagine cinematografica che si carica, in Two, di una quantità di elementi e soluzioni proprie dell’arte che da un secolo a questa parte ha dimostrato di poter entrare nella sfera d’influenza di diversi ambiti (e viceversa di farsi influenzare) assumendo forme mutevoli e composite, sempre in movimento tra tattile e astratto, passato e futuro. Nel mezzo infiniti presenti, immobili nell’impressione sulla pellicola eppure referenti nel contempo di ciò che è stato e di ciò che sarà: «tutto il tempo è eternamente presente».


Bibliografia

1 «Come in un doppio diario filmico, in una dimensione tra il sogno e la memoria che coinvolge diversi supporti mediali, una lei registra i rumori e li commenta, un lui le immagini del passare di entrambi. Il montaggio può mostrarsi non solo come successione gerarchica di inquadrature, ma come relazione laterale che queste intessono col suono, fin quasi alla sinestesia». 
2 T. S. ELIOT, Burnt Norton.


http://www.vasiliospapaioannu.com/



English version


«What might have been and what has been point to one end, which is always present»

Two (2018, 8′) – Vasilios Papaioannu.


Before the official start of Laterale Film Festival 2019 this pseudo-column will attempt to highlight, through articles dedicated to the selected films, the main elements of this selection, the mutual contacts and the similar nature of the works in the awareness of the geographical-cultural distance of their creators. The column will try to trace a path (as well as Excursus Laterale, in which this series of articles will come together immediately after the closing of this year’s edition)among these works in order to above all give them a remark before and after the experience of the cinema hall, a temporary home for both the artists and their works and for the spectator, sailors and visitors of this city that for years has been welcoming the Lateral cinema and his children by giving them a place to rest for a few days.

Catalogue


Time present and time past
Are both perhaps present in time future,
And time future contained in time past.
If all time is eternally present
All time is unredeemable.
What might have been is an abstraction
Remaining a perpetual possibility
Only in a world of speculation.
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present.
Footfalls echo in the memory
Down the passage which we did not take
Towards the door we never opened
Into the rose-garden. My words echo
Thus, in your mind.
[…]
Time past and time future
What might have been and what has been
Point to one end, which is always present […]

T.S. Eliot, Burnt Norton: I.

Another journey, another logbook in Laterale Film Festival 2019. Atypical and intriguing as a complex mechanism of some kind of watch, Two is a dance of two people speaking different languages which intertwine in the cinema frame, pushing it towards its extreme possibilities. Not only that, their dialogue is purely cinematic to the extent that the signals they send to each other are fully realized only on the film, in the presence of the numerous audiovisual components that cinema can offer.

Here, then, that his filming and photographs are accompanied by an off-screen comment by her in a composition that is not structured according to the harmonization of a melody (so according to a hierarchical relationship aimed at giving back a more full-bodied and consonant sound); rather Two is a polyphonic-contrapuntal composition in which the individual melodic lines are completely resolved in their superposition: in the same way what is tangible dialogues with what is not tangible through a superposition of images, sounds and words (printed on the screen).

Time and the bell have buried the day,
The black cloud carries the sun away.
Will the sunflower turn to us, will the clematis
Stray down, bend to us; tendril and spray
Clutch and cling?
Chill
Fingers of yew be curled
Down on us? After the kingfisher’s wing
Has answered light to light, and is silent, the light is still
At the still point of the turning world.

T.S. Eliot, Burnt Norton: IV.

It was written about Hapax Legomena I: Nostalgia (1971, 36 ′) by director Hollis Frampton of a gap between the visible and the audible in relation to a contemporaneity of present, past and future; Two acts on a similar directive in a more unregulated way, mixing the visual and temporal, filmic and profilmic as well as linguistic levels («almost leading to a synaesthesia»1 can be read on the page of the Lateral Selection 2019): the work of Papaioannu does not unfolds in a precise dimension or temporal direction but tends towards the search for a «time present and time past» which «are both perhaps present in time future»2.

Words move, music moves
Only in time; but that which is only living
Can only die. Words, after speech, reach
Into the silence. Only by the form, the pattern,
Can words or music reach
The stillness, as a Chinese jar still
Moves perpetually in its stillness.
Not the stillness of the violin, while the note lasts,
Not that only, but the co-existence,
Or say that the end precedes the beginning,
And the end and the beginning were always there
Before the beginning and after the end. […]

T.S. Eliot, Burnt Norton: V.

A conversation between two travelers and between cinematographic elements composes this film which has in it the nature of a musical piece played by environmental instruments and sounds, objects of various types and how much more varied a musician can find for his music. In some moments her voice is even replaced by descriptive or even forewarnings writings on screen, an integral part of the cinematographic image that is loaded, in Two, with a number of elements and solutions typical of art that for a century at this point has shown that it can enter the sphere of influence of different areas (and vice versa to be influenced) assuming ever-changing and composite forms, always moving between tactile and abstract, past and future. In the midst of infinite presents, motionless in the impression on the film yet referents at the same time of what has been and of what will be: «all time is eternally present».


Bibliography

1 «As if in a double filmic diary, in a dimension between dream and memory that involves different media, a she receives and interprets noises, while a he records the pictures of their passage. Editing can be not only a hierarchical series of frames, but a lateral relation between these and the sound – almost leading to a synaesthesia». 
2 T. S. ELIOT, Burnt Norton.


http://www.vasiliospapaioannu.com/

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